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Chi ha paura della musica liquida ?

09 Set Chi ha paura della musica liquida ?

 

Il mondo “audiofilo” è sempre stato (spesso a ragione) piuttosto recalcitrante riguardo alle novità tecnologiche. Non fa eccezione la “musica liquida”, o “computer audio” che dir si voglia.

Stavolta si tratta però di una rivoluzione epocale, dalla quale difficilmente ci si potrà esimere, inizialmente dedicata ai fruitori di musica “usa e getta” di bassa qualità, ma da qualche anno ormai indirizzata anche al pubblico più esigente, grazie al lavoro svolto da diverse piccole aziende attive nel settore dell’audio di qualità e con grandi competenze informatiche (come Wavelength Audio ad es.), e dalla disponibilità di numeroso software ad alta risoluzione.

Per chi ancora, pur consapevole della qualità raggiunta da questa tecnologia (tecnicamente superiore al CD), fosse ancora spaventato dal fatto di utilizzare un computer per ascoltare la propria musica preferita, allego un ormai datato (2008) articolo a cura di Peter Roth, redattore della rivista statunitense “Home Entertainment”, ma tuttora utile guida per i novizi, e come base di partenza per possibili approfondimenti futuri.

Di seguito potete scaricare la recensione originale:

parte 1

parte 2

…per chi desiderasse la traduzione in italiano cliccare qui

Home Entertainment
Computer audio per audiofili
di Peter Roth
16 dicembre 2008
traduzione ed adattamento a cura di Matteo Bellini

Un motore nuovo per ascoltare i CD

Da anni ormai, gli appassionati hanno trasformato i loro computer, naturale punto di arrivo per l’ascolto della musica digitale, in vere e proprie sorgenti audio.

In sostanza, e? abbastanza semplice immagazzinare, accedere, e gestire una completa libreria di musica sul vostro computer. Niente piu? lunghe ricerche tra montagne di CD. Anche se gli audiofili piu? intransigenti (specialmente i meno esperti di computer) sono tradizionalmente esitanti ad abbracciare questa alternativa tecnologica ai loro fedeli e sperimentati lettori CD.

A breve comunque, anche loro saranno obbligati ad avvicinarsi a questa tecnologia, i computer stanno diventando la piu? potente sorgente audiofila.

iTunes e iPod

Inizialmente visti come la rovina della riproduzione audio di qualita?, la enorme diffusione di questi prodotti Apple hanno comunque il merito di avere introdotto tantissime persone comuni (non solo esperti o fanatici ) al mondo del computer audio.

iTunes, con la sua semplicita?, ha abbattuto i timori tipici dei novizi, ma molti nel mondo della riproduzione audio ad alte prestazioni, rimangono scettici sulla qualita? dei file compressi ai quali questo programma e? associato.

Inoltre sono irritati dai limiti imposti dai diritti (DRM) presenti in numerosi files (ndr in realta? questo problema esisteva al momento della pubblicazione di questo articolo, attualmente tutti i file sono liberi da DRM !)

Se aggiungiamo che l’interno di un computer (con le sue numerose ventole, i rumorosi Hard Disks, l’alimentazione switching, clock digitali e campi magnetici) e? tutto tranne che il luogo ideale dove attendersi una conversione digitale-analogica di alta qualita? e inserire uno stadio di uscita analogico, questo scetticismo iniziale appare ben giustificato.
Questo pero? fino a circa quattro anni fa (2004 ndr) , quando un manipolo di brillanti
audiofili comincio? a cambiare opinione, riconoscendo che le sopracitate limitazioni potevano essere superate garantendo performance elevate da questa nuova piattaforma.

Non solo copie bit-perfect non compresse dei CD possono essere immagazzinate nel computer (ripping) e gestite tramite iTunes o da programmi simili, ma anche le funzioni vitali per la qualita? della riproduzione (conversione D/A e stadio di uscita analogico) possono essere isolate e completamente riprogettate all’esterno del computer integrandole in un componente esterno (DAC) collegato tramite USB o Firewire.

All’improvviso le opportunita? per esperti designer audio di applicare i loro principi (ad es. alimentazione lineare, selezione dei cavi e dei componenti, controllo delle risonanze, ecc.) fiorirono alla ricerca del miglior suono.

I risultati sono apparentemente cosi? validi che ora in molti dichiarano che il suono generato dal file una volta decodificato, e? addirittura migliore di quello del CD dal quale e? stato generato.

Un audiofilo con il quale corrispondo periodicamente ha rimpiazzato la sua catena DCS (il famoso Verdi, Purcell, Verona, Elgar+, un sistema di lettura CD/SACD a quattro telai da circa 40.000 dollari) con un Macbook Pro ed un Usb Dac Wavelength Audio Crimson (versione base 7.500 dollari) , senza alcun rimpianto.

Anche il mondo Hi-End ha da poco iniziato con alcune aziende (Audio Research, Ayre, Linn ad es.) a supportare attivamente il computer audio progettando convertitori D/A dedicati, o adattando gli ingressi dei loro attuali DAC integrandoli con ingressi USB, Firewire e/o Ethernet.

La proclamata superiorita? sonica, e la flessibilita? del sistema “server-Dac”, mi hanno convinto a investigare in prima persona.

Cosa non va nei lettori CD ?

Dalla loro nascita 25 anni fa i lettori CD sono notevolmente migliorati, ma dal punto di vista delle prestazioni ,solo macchine dai 3.000 dollari in su cominciano a garantire performance musicali coinvolgenti, inoltre sono rimasti alquanto limitati nelle loro funzioni.

Si puo? tranquillamente dire che i lettori CD sono rimasti fossilizzati. Il loro specifico ed esclusivo scopo e?: leggere un solo particolare tipo di disco, estrarre un solo specifico streaming digitale conforme agli standard del “Redbook” (ndr specifiche dettate dalla Philips circa 30 anni fa), e convertirlo in analogico.
Le prestazioni di qualsiasi lettore CD dipendono quindi, dalle limitazioni del loro
obsoleto standard, che e? di mediocre qualita? di riproduzione.
Mediocrita? universalmente riconosciuta a discapito dei proclami di “suono perfetto” che l’accompagnarono durante la sua introduzione sul mercato.

Lo standard CD e? definito “Redbook” dal colore rosso della copertina del manuale redatto contestualmente da Sony e Philips, dove sono specificate oltre a numerose altre caratteristiche, che il bitstream di dati doveva essere a 16 bit con 44,100 campioni al secondo.

Questi standards vennero stabiliti quando la banda passante audio di qualunque impianto audio era uno scherzo rispetto a quanto disponibile oggi, e l’hard disk di un computer era al massimo in grado di gestire 32 MB. In effetti e? piuttosto curioso che il CD nato insieme alle crescenti tecnologie digitali degli anni “80, non si sia piu? evoluto da allora.

Per contro un computer (con DAC separato) non ha uno standard blindato, e le sue capacita? di memorizzare, gestire e leggere streaming digitali anche ad alta risoluzione (ad es 24bit/96Khz master) sono costantemente espandibili.

Stabilita la intrinseca superiorita? tecnica del computer sul lettore CD, la questione vitale dal mio punto di vista e?: puo? un computer ben configurato e collegato ad un DAC di qualita?, migliorare la fruibilita? e le prestazioni di ascolto della mia numerosa collezione di CD ?

Configuriamo la catena di ascolto

Seguendo i consigli dei “Guru” del settore e dopo avere consultato diversi forum specializzati, ho deciso di utilizzare un Apple MacBook (1.099 dollari). Non sono un esperto di computer, e non ho mai usato prima d’ora un Apple (ho sempre usato PC Windows) ma il MacBook soddisfa le mie tre esigenze primarie:

primo, voglio un computer facile da configurare e da usare in grado di competere con la semplicita? d’uso di un lettore CD (la mia inesperienza con Mac e? un buon banco di prova)

secondo, le dimensioni e la compattezza dell’oggetto. Detesto l’idea che un computer voluminoso rubi spazio ai miei pregiati prodotti HiFi

terzo, usando le batterie del computer portatile, evito di introdurre alimentatori switching all’interno della mia stanza di ascolto, cosa che finora ho accuratamente evitato in quanto possono avere un impatto negativo sulle prestazioni della mia catena audio.
Dopo di che ho rivolto la mia attenzione alla scelta del DAC. Gia? con poche centinaia
di dollari sono disponibili diverse soluzioni come il Cambridge Audio DacMagic, un DAC con ingressi USB, Coax e Toslink a 400 dollari, o l’Apogee Duet, un DAC Firewire in realta? dedicato agli strumenti musicali a 495 dollari.

Comunque per l’approccio alle reali alte prestazioni che stavo cercando, mi sono rivolto ad una fascia di prezzo piu? alta, investigando cosa viene offerto intorno ai 1.000/2.000 dollari. In questa fascia ci sono interessanti USB DAC come il Benchmark Audio DAC1 (1.275 USD), il PS Audio Digital Link III ((999 USD) ed il Wavelength Audio Brick (1.750 USD).

Proseguendo nella ricerca e negli esperimenti, in considerazione anche del livello dei miei lettori CD di riferimento (da 3.500 a 8.000 dollari), alla fine mi sono soffermato in lunghi test con il Wavelength Cosecant (3.500 USD) ed il Weiss Audio Minerva (4.950 USD). Due prodotti High-End dall’eccellente pedigree, ma ognuno con approccio ben distinto al problema.

Vediamoli insieme:

Wavelength Cosecant USB DAC

il Cosecant e? un DAC progettato esclusivamente per la connessione ad un computer. Basta collegare un cavo USB dal computer al Cosecant (io ho usato un cavo USB Kimber, vi raccomando la versione senza ferrite), un cavo RCA dal Cosecant al vostro amplificatore ed il gioco e? fatto.

La configurazione tra il MacBook ed il Cosecant e? automatica. La semplicita? del duo MacBook-Cosecant e? notevole. Insieme funzionano come una singola unita?. Quando il computer e? acceso, il Cosecant si accende, quando il computer e? spento il Cosecant si spegne.

Il fondatore e progettista di Wavelength Audio, Gordon Rankin produce amplificatori a valvole single-ended dai primi anni “80. Sposare la cultura dell’audio valvolare con il mondo digitale non e? cosa semplice, ma Rankin e? stato un pioniere del computer audio sin dalla sua nascita, con l’unica prospettiva di trovare sempre migliori prestazioni.

Rankin sostiene la validita? della possibilita? di collegamento asincrono che la connessione USB permette, per la quale ha sviluppato un firmware esclusivo dedicato, per raggiungere le piu? alte performance di collegamento digitale.

Mentre gli altri produttori applicano il “reclocking” o altri schemi di soppressione del “jitter”, il modo asincrono di collegamento USB proprietario di Wavelength Audio, subordina il funzionamento del computer a quello del DAC, assicurando che tutte le delicate operazioni di conversione digitale-analogica siano sotto il totale controllo del DAC.
Questo riduce il jitter (un errore di fase cronico dei sistemi digitali) a livelli finora considerati impossibili. Rankin inoltre implementa nei suoi prodotti alimentazione lineare di alta qualita?, stadi di uscita a valvole, e possibilita? di aggiornamento (il suo design modulare permette il miglioramento delle prestazioni appena viene reso disponibile un nuovo chip in sostituzione del vecchio), evitando l’upsampling.

Naturalmente, il Cosecant (il penultimo modello della gamma) incorpora tutte le tecnologie sviluppate da Gordon Rankin, ma suona realmente come viene dichiarato ? In una sola parola, si !

Il Cosecant riproduce tutti i dettagli dei miei lettori CD di riferimento, ma con una superiore percezione di tridimensionalita?. Finalmente comincio a comprendere l’entusiasmo che circonda il mondo del computer audio.

Inoltre grazie al suo modulo DAC 24bit/96Khz, e? in grado di accettare tutti i file in alta definizione che cominciano ormai a proliferare. Ci sono limiti nel Cosecant ? Come nel resto della produzione Wavelength il Cosecant essendo dedicato al computer audio e? equipaggiato con solo un ingresso USB.

Se volete equipaggiare con un DAC tutte le vostre sorgenti digitali, e commutarle questo non e? il vostro apparecchio, inoltre essendo un design single-ended a valvole non offre uscite bilanciate (XLR).

Weiss Audio Minerva Firewire DAC

Weiss Audio e? la creatura di un altra personalita? singolare, Daniel Weiss. Al contrario del background valvolare di Gordon Rankin, Weiss viene dal mondo della registrazione e del mastering professionale. Venendo dal mondo delle registrazioni digitali predilige la connessione Firewire che equipaggia le macchine di quel settore.

In modo simile alle workstation degli studi di registrazione, il Weiss Minerva (il suo primo prodotto dedicato al computer audio) include una varieta? di regolazioni audio quando e? connesso tramite ingresso firewire, compreso un approfondito pannello per la regolazione del reclocking e la correzione del jitter.

Il design bilanciato in doppio differenziale a stato solido del Minerva, (coerentemente con quanto richiesto nel settore professionale) include oltre al ingresso Firewire due ulteriori ingressi digitali, un coassiale ed un Toslink o AES/EBU, ed e? in grado di decodificare anche i file a piu? alta risoluzione (ad es 24bit/192Khz)

Condividendo molte delle caratteristiche presenti all’interno del miei lettori CD , non stupisce che il Minerva riproduca la musica in modo molto simile. Con la qualita?, il dettaglio, il ritmo e la tridimensionalita? tipica dei prodotti High-End.
Per contro la funzionalita? operativa del Minerva e? meno semplice. Anche se semplice
da implementare (disponibile su CD-Rom) occorre installare uno specifico software sul computer perche? possa riconoscere il Minerva.

Inoltre avendo diversi ingressi digitali, il Minerva rimane acceso quando spegnete il computer, indicandovi con una luce blu lampeggiante che e? stato interrotto il collegamento. A parte questi problemi, la flessibilita? per collegare diverse sorgenti e la capacta? di riprodurre files 24/192, lo pongono all’avanguardia.

iTunes experience

Come citato precedentemente, iTunes e? estremamente semplice, e scegliere ed ascoltare musica da una completa libreria e? facile ed immediato. Il programma e? estremamente intuitivo, permettendo anche ad un profano di essere operativo dopo due soli minuti di utilizzo.

Quello che realmente stupisce e? la sua capacita? di organizzare i files. Potete visualizzare e ricercare la vostra collezione per titolo, album, artista o genere musicale. E’ possibile ricercare per ordine alfabetico con facilita?, creare playlist o navigare visualizzando le copertine degli album.

Potete anche lasciare che iTunes scelga la musica per voi, come un DJ. Configurandolo con un semplice sistema touchscreen (vedi trafiletto in fondo alla pagina) anche un bambino sara? in grado di usarlo.

Potenzialita? del computer audio

La reale chiave di volta del computer audio e? la sua capacita? di superare le limitazioni del CD.

Una valanga di musica ad alta definizione sta comparendo all’orizzonte, una sempre crescente lista di compagnie sta offrendo numerosi file DRM-free, non compressi ad alta risoluzione.

I download di questi files sono gia? disponibili da AIX Records, HD Tracks e Linn Records.

Sono disponibili anche numerosi titoli in DVD-ROM (copie bit-perfect dei master originali in 24/88,2 o 24/192) della Reference Recordings

Apple e Microsoft continueranno in futuro ad investire risorse per migliorare le capacita? dei loro prodotti, in una sana competizione volta a produrre i sistemi e le interfacce per la riproduzione musicale sempre migliori, con conseguenti vantaggi per tutti i consumatori.
Se la vostra esperienza con il computer audio si avvicinera? anche solo un poco a
quella che io ho vissuto, vi posso assicurare che dedicherete molto piu? tempo ad ascoltare la vostra musica preferita.

Touchscreen Server

Nulla identifica meglio un computer di una tastiera e un mouse, ma niente e? piu? innovativo di un sistema touchscreen.

Senza spendere una fortuna si puo? cominciare con un MacMini (600 USD), al quale aggiungere una Hard Disk esterno per immagazzinare i file e il backup (200 USD per 500Gb), un monitor touchscreen (500 USD per un 15” elo mod. 1528L) e un DAC di vostra scelta. Voila !

Piazzate il monitor (ndr o ancor meglio un iPad, ai tempi dell’articolo ancora non esisteva !) sul vostro divano e sarete l’invidia dei vostri vicini.

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