Audiovector, primo incontro con i diffusori attivi Discreet
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Audiovector Discreet diffusori attivi…il primo incontro non si scorda mai !

17 Giu Audiovector Discreet diffusori attivi…il primo incontro non si scorda mai !

Lo scorso maggio mi sono recato a Monaco per assistere, come consuetudine, alla principale kermesse europea: il Munich Hi-End.

Sarà che l’aria che si respira in Baviera, sia fuori che all’interno della manifestazione, è bella frizzantina, o forse perchè i boccali di birra sono particolarmente generosi, fatto sta che questa è una delle poche fiere che mi fa piacere visitare ogni anno.

Le aziende, grazie agli spazi fieristici ampi e luminosi, sono in grado di presentare le proprie meraviglie molto più agevolmente di quanto non accada nelle kermesse nostrane.

Normalmente quando visito una manifestazione sono già abbastanza preparato a ciò che incontrerò, quali saranno le novità presentate, quali e quanti seminari saranno tenuti e così via. I mezzi di comunicazione oggi, infatti ci permettono di conoscere in anteprima qualsiasi notizia semplicemente stando seduti davanti al proprio computer.

Audiovector wireless

“uno scorcio dello stand Audiovector a Monaco, con le Si3 Avantgarde nella versione Discreet in dimostrazione”

 

Ma Peter Stenberg, product manager Audiovector, quello scorso maggio a Monaco aveva deciso di cogliere tutti di sorpresa.

In quell’occasione, infatti l’azienda danese presentava in anteprima al pubblico europeo una novità che sarebbe stata pronta solo parecchi mesi dopo, un nuovo prodotto, anzi no un vero e proprio nuovo concetto, anche se di primo acchito, ammetto proprio di non averlo capito appieno.

Quando Peter mi mostrò questa elegante coppia di Diffusori attivi, devo confessare di avere pensato “tutto qui ? esistono decine di diffusori attivi sul mercato, e per di più l’Italia non è mai stata così ricettiva per questa tipologia di prodotto…”

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“Le bellissime Audiovector SR6 Avantgarde Arretè”

 

Credo di avere pensato tutto questo a voce alta, perchè Peter ancora prima di cominciare a spiegarmi effettivamente di cosa si trattasse, mi ha fatto accomodare offrendomi da bere una squisita rinfrescante bibita danese a base di mela e finocchio (o sedano, mah ?)…

In passato ho avuto esperienze con numerosi diffusori attivi, dalle AudioPro dei primi anni ’80, passando per Genelec e Tannoy di derivazione professionale. Ho avuto modo di conoscere bene anche diffusori con concetti decisamente diversi ed originali come Bang & Olufsen e Meridian, per arrivare a queste Audiovector (ci avete fatto caso ? sono quasi tutte aziende scandinave…!)

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“anche le piccole Ki1 si possono avere nella versione Discreet…”

 

Le motivazioni di questi costruttori, paladini dell’amplificazione attiva, sono sempre state giustificate, chi più chi meno, dalle prestazioni tecniche superiori, che questi sistemi palesano rispetto ai diffusori tradizionali, dove le limitazioni intrinseche dei crossover passivi sono più evidenti.

Ciò nonostante, nel nostro paese (ed in parte anche all’estero), gli appassionati non si sono mai innamorati perdutamente di questi sistemi, in parte probabilmente perchè costringono a possedere elettroniche monomarca (B&O, Meridian), in parte perchè non è possibile sostituire i componenti (ad es. amplificatore) come piace tanto fare agli audiofili di tanto in tanto, in parte anche per via della necessità di avere una presa di corrente vicina ai diffusori (cosa non sempre possibile, e far correre i grossi cavi di alimentazione non è così semplice…).

Mentre sorseggiavamo la nostra bibita danese, Peter cominciò a dimostrarmi che non ero di fronte al “solito” diffusore attivo, ma bensì di fronte ad un vero e proprio sistema completo, un nuovo ed esclusivo concetto sviluppato per soddisfare le esigenze di un pubblico ben più vasto ed eterogeneo di quello tipico del mondo degli appassionati di HiFi.

Intanto mi disse che il sistema era wireless, ed io notando che in effetti le casse erano collegate con un cavo, cominciai fortemente a dubitare dell’effettivo contenuto della bibita…!

Fortunatamente visto che Peter mi rassicurò sulla sua analcolicità, ben presto mi fu chiaro il concetto alla base di questo nuovo progetto.

Le Audiovector Discreet sono un sistema di diffusori attivi multiamplificati, gestiti da un piccolo ricevitore (HUB). Questo Hub oltre ad avere 4 ingressi digitali ed uno analogico, è in grado di ricevere in wireless tramite Bluetooth, qualsiasi segnale audio da qualsiasi dispositivo mobile (palmare, smartphone, iPod, etc.) ma anche da PC e Mac.

La scelta di usufruire in wireless delle librerie musicali presenti su tutti dispositivi in possesso, permette di avvicinare a questo sistema un panorama vastissimo di consumatori, senza tralasciare neppure i fruitori più tradizionalisti, che amano ancora acquistare i loro CD e pure i dischi in vinile.

Audiovector_Discreet_HUB

“il piccolo Hub”

 

Infatti all’HUB possono essere collegati i tradizionali lettori CD e grazie ad un convertitore A/D di altissima qualità integrato, si può collegare volendo anche un giradischi.

Ovviamente per non scontentare nessuno all’HUB si può facilmente connettere anche il proprio TV, o il decoder di SKY, o un Blue-Ray o qualsiasi sorgente audio-video si desideri.

Insomma un vero e proprio sistema lifestyle audio-video, ma dotato della qualità sonora che ha reso famosa Audiovector ad una semplicità di utilizzo sbalorditiva !

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“Le Discreet si collegano semplicemente come un diffusore tradizionale !”

 

Già, perchè Audiovector ha sviluppato appositamente per questo progetto, una tecnologia audio esclusiva da loro brevettata in grado permettere una connessione Bluetooth diretta Bit-Perfect a 24bit/192kHz senza alcun artefatto come distorsione o rumore dalla sorgente ai diffusori. Audiovector afferma che è stato appositamente sviluppato un buffer interno in grado di migliorare le prestazioni del segnale Bluetooth, mantenendo il medesimo sempre nel dominio digitale al contrario di tutti gli altri ricevitori sul mercato.

Questa tecnologia permette al sistema Discreet di ascoltare in Streaming qualsiasi dispositivo Bluetooth con qualità audio CD.

Inoltre qualsiasi diffusore Audiovector della serie Ki, della serie SR ed addirittura anche nelle versioni da parete e da incasso è possibile acquistarlo nella versione Discreet, e come se non bastasse anche qualsiasi diffusore passivo Audiovector precedentemente acquistato può essere aggiornato alla versione Discreet !

Ok, Peter mi aveva convinto, valeva la pena di portarne a casa una coppia e vedere l’effetto che avrebbe fatto inserita nel mio soggiorno !

Così a distanza di circa cinque mesi il primo prototipo della nuova serie Discreet nella versione Ki3 da pavimento, era nelle mie mani.

Collegarlo al Tv in soggiorno è stato un gioco da ragazzi, basta infatti collegare l’uscita digitale (o analogica) del Tv all’Hub et voilà, ogni volta che mia moglie accende il Tv automaticamente l’audio della sua soap-opera preferita (indovinate un pò quale è ?!) esce meravigliosamente dai due eleganti diffusori collocati giusto ai lati del Tv.
Niente più ingombranti amplificatori, Dac, streamer collegati sotto al tv, il solo minuscolo Hub gestisce tutte le sorgenti.

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“anche la piccola esperta di casa pare gradire le nuove Audiovector…”

 

Inutile dire che, essendo diffusori prodotti da una delle più importanti aziende Hi-End, anche la qualità di riproduzione della mia libreria musicale è stata all’altezza delle mie aspettative.

I numerosi file riprodotti tramite il mio Mac hanno reso merito alla estrema trasparenza ed alla eccezionale dinamica tipica dei prodotti della casa danese.

L’album Jazz On dei Funk Off (CD rippato AIFF 16/44), italianissima Marching Band toscana, ha sfoderato con le Audiovector Discreet tutta la sua proverbiale carica energetica, in particolare la sezione ritmica piena ed avvolgente, accompagnata dalla peculiare sezione dei fiati composta da 10 elementi, viene resa con una naturalezza tale da spingere l’ascoltatore a ballare (e saltare) sul divano.

Ma l’aspetto che più mi ha colpito è la qualità di riproduzione dai vari dispositivi mobili in Bluetooth. Lasciamo stare i vari file Lossless che ho sul mio iPhone, che ovviamente suonano divinamente, la cosa impressionante è come si sentono i vari servizi musicali in streaming come Spotify, Deezer, etc.

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E’ veramente difficile trovare differenze udibili con un lettore CD, pur essendo nella migliore delle ipotesi (Spotify Premium), file in streaming a soli 320kbs contro i 1.411kbs del CD.

Non nascondo che sempre più spesso, quando rientro in casa alla sera, invece di accendermi il mio amato sistema HiFi tradizionale, mi lascio tentare dalla semplicità di far partire Spotify direttamente dall’iPhone che ho in tasca e godermi la qualità di queste Audiovector.

Non abbandonerei mai il mio amato vinile, ma tutto sommato il “futuro” non è poi così male.

M.B.

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